La schiava in vasca

C’è chi lavora con le luci soffuse e tutti i preparativi del caso: un fotografo o un regista, sul set, vigila su ogni dettaglio per ottenere la perfezione.

Questa è la mente di chi crea qualcosa di cinematografico.

E poi c’ero io, sul set, con Regina celata, muta, cieca e pronta a subire ogni singola richiesta.

Questa è la realtà dei miei set. Niente finzioni, niente preparativi. Volevo un’anteprima di quello che sarà X-RAW, solo carne viva e sottomissione totale.

Volevo saggiare l’estasi di quello che sarà quando inizierò questo progetto.

Essendo però la bellezza ciò che spinge i miei progetti fotografici, prima si deve passare da X-Pose.


Il retroscena

Il set era pronto: una stanza asettica, piastrelle bianche, una vasca idromassaggio circolare piena d’acqua pronta ad accogliere il suo corpo. Ma prima di far salire la tensione, bisognava preparare lo strumento.

Regina si è svestita di ogni identità. Le ho calzato in testa quel cappuccio nero, pesante, che le ha cancellato gli occhi, la voce ed il mondo fuori non esisteva più.

Niente sguardi, niente accordi, niente scuse.

Solo un corpo modellato dentro un micro-bikini nero lussurioso, con stringhe sottili che tagliano i fianchi, il perizoma tirato su e le tette esposte, nude, pronte a essere ammirate.

Era perfetta, era ciò che volevo. Non vi nego che appena l’ho vista volevo saltarle addosso e legarla. Ma mi sono trattenuto e ho iniziato a scattare.

Una donna incappucciata e mezza nuda non pensa: subisce.

E quando le togli la vista, ogni minimo contatto della pelle diventa una scossa elettrica; la percepivo nella gola, nella pancia, e il mio cazzo si faceva sentire. Spingeva come un forsennato.


Cosa è successo sul set

L’ho fatta posare lì, appoggiata al bordo della vasca, le gambe incrociate, il corpo teso in attesa di un comando.

Ogni respiro era amplificato. Il silenzio e il rumore dell’acqua erano l’unica scenografia di sfondo. Le sono arrivato alle spalle senza fare rumore. Le ho afferrato i capelli dietro il cappuccio, tirandole indietro la testa, costringendola a offrire il collo.

«Sei solo una schiava, adesso», le ho sibilato nell’orecchio mentre la mia mano le scivolava tra le gambe, trovando una figa già bagnata fradicia che urlava di essere aperta. Ma non ho scattato questi momenti: era solo un preludio, una promessa di ciò che saranno le future produzioni.

Adesso volevo la sua bellezza, volevo imprimere il profumo del suo fascino.

Il micro-bikini faceva solo da cornice: volevo fotografie degne di nota. Il tema era: la preparazione di una session.

Un master vuole prima di tutto godere con i propri occhi. Essere provocato e portato alla stregua del godimento visivo.

Senza dare ordini, ha iniziato una danza, quella della sua intimità. Avrei voluto dare pose e movimenti, ma appena la vidi iniziare sinuosa e leggera in quella vasca, ho iniziato a fare foto seguendo il suo istinto.

La sessione fotografica è stata soddisfacente dal punto di vista visivo, e devo ammettere che molte foto sono venute proprio bene. Regina è un soggetto perfetto: una modella che non ha bisogno di sentirsi dire come muoversi. Per un fotografo questo è oro puro.

Tra i vari scatti ho scartato molte foto: un po’ perché ne faccio sempre a centinaia, altre perché ero talmente eccitato che perdevo il focus. Quelle chiappe e quelle tette sono opere d’arte.

Inoltre, sono anche riuscito a filmare una parte della sua danza erotica.

Come sempre, vi lascio un assaggio gratuito e il resto lo potrete trovare sulla rivista dedicata.

Link: https://fansly.com/post/935977735778480128

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