Gioco di ruolo o stile di vita? La verità sul mondo BDSM

Ci sono ancora moltissime persone che, nonostante la filmografia, la letteratura, la pornografia e i fiumi di articoli giornalistici, pensano che certe figure siano pure e semplici invenzioni da emulare per fini sessuali o commerciali.

Facendo un giro sul web — tra blog, scrittori e presunti esperti del settore — mi sono reso conto che, essendo un tema ormai sulla bocca di tutti, il BDSM sia diventato un titolo a buon mercato per chiunque.

In poche parole: una mattina posso svegliarmi e, siccome mi eccita legare il partner e poi scoparmelo, decidere che sono un Master. Oppure, siccome adoro essere scopata forte con un bavaglio in bocca, proclamarmi la sua schiava.

Sì, forse è facile definirsi tali, ma la differenza tra l’essere e l’emulare esiste da sempre.

Voglio fare una riflessione semplice sulla base della mia esperienza. Alcune storie sono state deludenti, altre molto educative e degne di stima per via della loro coerenza. Ciò che ho potuto riscontrare è la differenza netta tra due concetti: il gioco di ruolo e lo stile di vita.

Le radici del Dominio

Questi due mondi risuonano dal tempo dei tempi: un uomo o una donna che hanno una o più persone al loro totale servizio.

Spesso ci si ispira alle torture delle guerre storiche. Per realizzare le pratiche e i sex toys dei nostri tempi — come i dildo in commercio, le catene, i fustigatori e l’abbigliamento in latex — si è preso spunto da costrizioni reali avvenute per mano dei carcerieri del passato.

Essere Padrone di qualcosa significa averne il Dominio. Avendone il possesso, può avvenire un abuso sfacciato e spudorato, dove chi riceve prova piacere e soddisfazione. Oppure significa detenerne la proprietà assoluta: quindi poter cedere, vendere, prestare e gestire il destino dell’altro.

Le macro-categorie del BDSM

Le pratiche sono infinite, realizzate in base all’estro e all’appetito sessuale di ciascuno. Vi sono anche dinamiche che non prevedono il sesso fine a se stesso, ma il semplice piacere dell’umiliazione e della marcatura dello schiavo.

Possiamo racchiudere le pratiche in quattro macro-categorie fondamentali:

  • 1. Bondage: L’arte dell’immobilizzare la schiava per sottoporla a qualsiasi pratica.

  • 2. Dominazione: Abbreviato in D/s, letteralmente Dominazione e Sottomissione.

  • 3. Sadismo: Il piacere nel provocare dolore fisico o psicologico in ambito sessuale.

  • 4. Masochismo: Legato a chi rappresenta il ricevente, cioè colui o colei che prova piacere nel subire.

Vi sono anche dei padroni che hanno la caratteristica di essere sadici e masochisti, provando piacere sia nell’infliggere dolore sia nel riceverlo. Quella categoria viene definita switch o sadomaso, e meriterebbe una descrizione mirata al di fuori di questo post.

Il confine tra Passione e Commercio

Un Master e una Mistress provano piacere nell’avere un ruolo dominante e utilizzano la loro posizione per provocare piacere e dolore. Purtroppo, e fin troppo spesso, queste figure vengono strumentalizzate nell’ambito della prostituzione, trasformandosi in carcerieri a pagamento. In quei casi parliamo di un “gioco di ruolo” con fini commerciali.

Questo non va assolutamente confuso con il rapporto tra un Dom e un money slave, dove il sub offre doni e denaro per sostenere l’attività o per semplice ringraziamento. Per chi non lo sapesse, fare il Padrone con tanto di dungeon e con tutto l’occorrente è come avere un’azienda da mantenere: i costi non sono pochi.

Si potrebbe dibattere sul concetto di prostituzione quando c’è di mezzo il denaro. La risposta per me è semplice: chi lo fa esclusivamente per guadagnare fa prostituzione; chi lo fa per pura passione, e non lo vive come un lavoro, non si prostituisce e non va alla costante ricerca di nuovi clienti. Resta comunque una linea sottile, un tema che affronterò in un post futuro.

Il vero legame: Master & Slave

Un vero rapporto Master & Slave o Mistress & Slave è raro e particolare. Si tratta di vera e pura appartenenza, dove le anime si fondono al punto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Chi ama dominare provoca piacere con il suo stesso essere; viceversa, chi adora subire rende eccitante ogni singolo gesto del proprio Master o Mistress. Non è un caso che molte coppie, nella vita di tutti i giorni, abbiano un rapporto basato su questi ruoli e non possano fare a meno di vivere insieme.

Il Master o la Mistress sono coloro che insegnano, guidano, gestiscono e conducono i giochi sessuali e molte azioni della quotidianità. Sono figure cariche di iniziativa e di voglie da mettere in atto.

Ma per essere tali, devono avere onore e rispetto della propria schiavitù. Non devono far mancare le proprie attenzioni e la loro presenza. Non basta autoproclamarsi dominanti per fare del sesso occasionale. Bisogna essere una figura ferma e forte. Ci vogliono onore e dedizione.

La schiavitù ha solo un modo per riconoscere un vero Master o una vera Mistress: la loro costanza e il loro interesse personale nei confronti del sub. Se non sentissero il bisogno della schiavitù, non avrebbero il reale istinto di possessione. Di conseguenza, sarebbero solo dei giocatori di ruolo.

Il mio consiglio

Se la tua idea è quella di abbracciare questo stile di vita, il mio consiglio è di studiare e documentarti. Deve nascere da una passione vera, da un desiderio e da un bisogno interiore. Se non provi davvero l’esigenza profonda di dominare e di possedere una proprietà, ti sconsiglio questo percorso nella realtà. Sarebbe arduo, pieno di insidie e deleterio per la tua vita privata.

A quel punto, fare giochi di ruolo, sentirsi Master o Mistress per qualche ora e godere della fantasia e dei piaceri del sesso è la soluzione giusta. Non c’è nulla di male, anzi, penso siano emozioni da provare.

L’importante è capire la sostanziale differenza tra un gioco di ruolo e uno stile di vita. Qualsiasi cosa tu scelga di affrontare, che sia un gioco temporaneo o un rapporto totale, va fatto con la massima devozione e la massima qualità. Solo così si può vivere appieno il concetto e il piacere di dominare con responsabilità ed onore.

Non è un caso che tra padrone e serva nasca l’amore — e la letteratura ci va a nozze — così come non è un caso avere un parco schiavi. Io ho sempre scisso queste due parole:

  • Il Padrone è il possessore totale di una slave, e quel legame è indissolubile, dentro e fuori dal dungeon.

  • Il Master o la Mistress sono gli utilizzatori di una slave, e questo legame, che ci sia un collare o meno, può essere sciolto, essendo il tutto circoscritto a un gioco sessuale.

Questo è il mio pensiero, umile e semplice. Potrà sicuramente essere smentito, ma mi piace l’idea che esistano ancora Padroni in grado di prendersi cura per tutta la vita della propria slave.

Dom

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